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Dentro il paesaggio

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Descrizione

Dentro il Paesaggio
Catalogo della Mostra realizzata a Monselice - Pd (Via Marco Polo 20b)

DETTAGLI

Editore: Proget Edizioni

Autore: Autori vari

Lingua: Italiano

Anno edizione: 2015

ISBN: 978-88-88785-73-8

PRESENTAZIONE

lo sguardo insistente che si realizza nella fissità sottratta al tempo della fotografia risulta non come costruzione, rapporto tra elementi estranei, tra un dentro e un fuori antagonisti e separati, ma un modo nuovo per mostrare come le cose stesse si fanno cose e il mondo si fa mondo, e le “cose” si fanno in modo diverso nei tre fotografi …

 Sergio Giorato | Prefazione, in Dentro il paesaggio, 2015

SOMMARIO

Mario Lasalandra | 1933 Vive ad Este (PD). Nel 1962 dopo esperienze nel campo della pittura, scopre la fotografia e realizza la sua prima mostra personale con il reportage “Viaggio in Egitto”. L’ambiente sereno dei

Colli Euganei e i grandi silenzi della campagna veneta sono gli artefici principali delle magiche impressioni che promanano dalle sue fotografie. Ha realizzato mostre personali nelle più importanti città italiane e partecipato a rassegne collettive in tutto il mondo.

Moreno Rocco Segafredo | 1958 Fotografo professionista dal 1981, fino al 2001 si occupa prevalentemente di fotografia tecnico/scientifica. Dal 2002 è fotografo freelance. Affianca all’attività fotografica, l’insegnamento della storia e della tecnica fotografica con corsi specifici presso associazioni culturali e scuole. Vive a Bastia di Rovolon (PD).

Prosdocimo Terrassan | 1951 Architetto e fotografo, vive e lavora ad Abano Terme (PD). Negli anni Settanta ha studiato e successivamente collaborato con Carlo Scarpa. Come fotografo ha studiato con Guido Guidi, Gilbert Fastenaekens e John Gossage. Ha pubblicato: Carlo Scarpa, la Fondazione Querini Stampalia a Venezia Milano, Electa|Mondadori 2006.

DESTINATARI

Il paesaggio di Lasalandra appare “reale”, coerente, esemplare. Un paesaggio che non esprime il presente, bensì dice l’idea di luogo, i fantasmi che lo animano, il sapore della sua storia. Una sua istantanea è certamente un “documento” ma introduce anche quell’aspetto ermeneutico che diventa primario. Egli interpreta e “legge” l’uomo, lo colloca nel suo ambiente, ne dispone con consapevolezza gli oggetti del suo quotidiano, entra con penetrazione psicologica nella fissità del suo sguardo. In questo modo la sua descrizione realistica diventa “magica”, nel senso che trasforma il cosiddetto “reale”. Con fissità quasi innaturali e coerenze estreme, proponendoci una versione che va oltre la realtà stessa e che diviene così “sur-reale”.

Le immagini di Segafredo e Terrassan si possono descrivere come un “realismo” che cerca nuove composizioni, nuove suggestioni, che si propone di andare oltre la coltre polverosa dell’abitudine e della consuetudine, per trovare un nuovo ordine, introducendo moduli di una fenomenologia dell’osservare, come l’incidere sugli “oggetti” del variare delle luci e della temporalità.

Segafredo interpreta la sua fotografia come uno strumento di analisi e di osservazione del reale, come possibilità di una lettura “critica” di uno spazio che si esprime in sequenze o serie di immagini che ci propongono prospettive diverse, luci cangianti sugli stessi oggetti.

Nella fotografia di Terrassan lo sguardo si carica di amorevole sollecitudine per le cose che “sopportano con infinita dignità la loro condizione; che presidiano instancabilmente la vita degli uomini venendo sistematicamente utilizzate, spostate, modificate, distrutte” - come egli stesso racconta. Fotografare per lui significa afferrare il senso delle cose, stabilire rapporti con lo spazio, non in funzione del soggetto, ma proponendo un modo di guardare il soggetto e produrre, in tal modo, delle immagini che ci interrogano sul senso e sul destino di ciò che chiamiamo “mondo”.

INFORMAZIONI

Prendere contatti con PROGET EDIZIONI: 049 643195 • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  • www.facebook.com/ProgetEdizioni

 

Video

Dentro il Paesaggio
Catalogo della Mostra realizzata a Monselice - Pd (Via Marco Polo 20b)

DETTAGLI

Editore: Proget Edizioni

Autore: Autori vari

Lingua: Italiano

Anno edizione: 2015

ISBN: 978-88-88785-73-8

PRESENTAZIONE

lo sguardo insistente che si realizza nella fissità sottratta al tempo della fotografia risulta non come costruzione, rapporto tra elementi estranei, tra un dentro e un fuori antagonisti e separati, ma un modo nuovo per mostrare come le cose stesse si fanno cose e il mondo si fa mondo, e le “cose” si fanno in modo diverso nei tre fotografi …

 Sergio Giorato | Prefazione, in Dentro il paesaggio, 2015

SOMMARIO

Mario Lasalandra | 1933 Vive ad Este (PD). Nel 1962 dopo esperienze nel campo della pittura, scopre la fotografia e realizza la sua prima mostra personale con il reportage “Viaggio in Egitto”. L’ambiente sereno dei

Colli Euganei e i grandi silenzi della campagna veneta sono gli artefici principali delle magiche impressioni che promanano dalle sue fotografie. Ha realizzato mostre personali nelle più importanti città italiane e partecipato a rassegne collettive in tutto il mondo.

Moreno Rocco Segafredo | 1958 Fotografo professionista dal 1981, fino al 2001 si occupa prevalentemente di fotografia tecnico/scientifica. Dal 2002 è fotografo freelance. Affianca all’attività fotografica, l’insegnamento della storia e della tecnica fotografica con corsi specifici presso associazioni culturali e scuole. Vive a Bastia di Rovolon (PD).

Prosdocimo Terrassan | 1951 Architetto e fotografo, vive e lavora ad Abano Terme (PD). Negli anni Settanta ha studiato e successivamente collaborato con Carlo Scarpa. Come fotografo ha studiato con Guido Guidi, Gilbert Fastenaekens e John Gossage. Ha pubblicato: Carlo Scarpa, la Fondazione Querini Stampalia a Venezia Milano, Electa|Mondadori 2006.

DESTINATARI

Il paesaggio di Lasalandra appare “reale”, coerente, esemplare. Un paesaggio che non esprime il presente, bensì dice l’idea di luogo, i fantasmi che lo animano, il sapore della sua storia. Una sua istantanea è certamente un “documento” ma introduce anche quell’aspetto ermeneutico che diventa primario. Egli interpreta e “legge” l’uomo, lo colloca nel suo ambiente, ne dispone con consapevolezza gli oggetti del suo quotidiano, entra con penetrazione psicologica nella fissità del suo sguardo. In questo modo la sua descrizione realistica diventa “magica”, nel senso che trasforma il cosiddetto “reale”. Con fissità quasi innaturali e coerenze estreme, proponendoci una versione che va oltre la realtà stessa e che diviene così “sur-reale”.

Le immagini di Segafredo e Terrassan si possono descrivere come un “realismo” che cerca nuove composizioni, nuove suggestioni, che si propone di andare oltre la coltre polverosa dell’abitudine e della consuetudine, per trovare un nuovo ordine, introducendo moduli di una fenomenologia dell’osservare, come l’incidere sugli “oggetti” del variare delle luci e della temporalità.

Segafredo interpreta la sua fotografia come uno strumento di analisi e di osservazione del reale, come possibilità di una lettura “critica” di uno spazio che si esprime in sequenze o serie di immagini che ci propongono prospettive diverse, luci cangianti sugli stessi oggetti.

Nella fotografia di Terrassan lo sguardo si carica di amorevole sollecitudine per le cose che “sopportano con infinita dignità la loro condizione; che presidiano instancabilmente la vita degli uomini venendo sistematicamente utilizzate, spostate, modificate, distrutte” - come egli stesso racconta. Fotografare per lui significa afferrare il senso delle cose, stabilire rapporti con lo spazio, non in funzione del soggetto, ma proponendo un modo di guardare il soggetto e produrre, in tal modo, delle immagini che ci interrogano sul senso e sul destino di ciò che chiamiamo “mondo”.

INFORMAZIONI

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