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Per una medicina umana

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Descrizione

DETTAGLI

Editore: Proget Edizioni

Autore: Autori vari

Lingua: Italiano

Anno edizione: 2014

ISBN: 978-88-88785-53-0 

PRESENTAZIONE

… occorre attuare una mediazione dell’aspetto scientifico nelle finalità umane. Il medico, come scienziato e umanista, deve esercitare la virtù della tolleranza, deve rispettare l’altro, il paziente, e mediare le informazioni scientifiche (diagnosi e terapia) non in senso generico e universale, ma in modo personale e specifico in relazione a ogni singola persona o situazione,deve salvaguardare il “bene nella speranza”, tutelando il bene del paziente …
David C. Thomasma

Dichiarazione di He lsinki: 1964 - 2014
Dopo 50 anni resta ancora un documento basilare nella storia dell’etica medica e della ricerca clinica: uno dei tentativi piú significativi e importanti della comunità medica per autoregolare la propria attività in alcune tra le sue piú delicate aree. È un orientamento fondamentale delle coscienze e delle pratiche mediche, nelle loro diverse declinazioni; oggi, è necessario che anche la legislazione ordinaria si lasci ispirare dai questi orientamenti e contribuisca a far diventare “costume” condiviso quanto in essa viene auspicato e indicato.

Limpidi e ragionevoli orientamenti
La preoccupazione del medico non è solo per la salute dei pazienti, ma anche per la tutela del benessere fisico e la promozione dei diritti delle persone in cura (n. 3).
Ai ricercatori, inoltre, vengono richiesti dei requisiti piú elevati rispetto alla semplice osservanza di norme e standard etici, di profili legali e deontologici (n. 10).

Bene personale e bene comune
Uno dei temi centrali della versione 2013 della Dichiarazione è la necessità di estendere la ricerca anche a gruppi di persone spesso sottorappresentate, come le donne, i bambini e le minoranze (n. 13), e di includere l’obbligo di assicurare «trattamento e compensazione adeguati ai soggetti che subiscano danni a causa della loro partecipazione alla ricerca» (n. 15), nella ricerca del bene personale e del bene comune.

Il bene della speranza e il bene del paziente
Oggi, spesso, si ha la sgradevole sensazione che alla fine il budget finisca per fare la differenza, anche in medicina. L’anniversario della Dichiarazione di Helsinki si dimostra una buona occasione per ricentrare l’attenzione di tutti su quel bene non commerciale che è la salute dell’uomo e di tutti gli uomini, per tornare a «salvaguardare - come amava dire David C. Thomasma - il “bene della speranza”, tutelando il bene del paziente»

Lorenzo Biagi

AUTORE 

Antonio Autiero
Ricerca scientifica e pratica clinica: efficaci se al centro resta la persona

Paul Valadier
Autonomia e libertà di coscienza nel rapporto tra ricerca e cura

Antonio Da Re
Il paradosso dell’umanizzazione e la giusta relazione medico-malato

Michele Visentin
Per i giovani medici: piú riflessività, piú identità e rispetto del limite

Sandro Spinsanti
Corpo e cura di sé: si scrive patografia, si legge autobiografia

Maurizio Benato
Ambito medico | Alleanza responsabile e consapevole

Ivone Cacciavillani
Ambito giuridico | Salute: un diritto sociale, garantito e tutelato

Giuseppe Bon
Ambito infermieristico | Prendersi cura del limite, a fianco del malato

Elena Cracco
Ambito clinico | Incontro tra umanità ferite

PAROLE CHIAVE

Dichiarazione di Helsinki, bioetica, ricerca scientifica, malato, salute, bene comune, diritti del malato, medico, infermiere, sperimentazione, benessere, potenziamento, …

INFORMAZIONI

Prendere contatti con PROGET EDIZIONI: 049 643195 •  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  • www.facebook.com/ProgetEdizioni

 

 

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Editore: Proget Edizioni

Autore: Autori vari

Lingua: Italiano

Anno edizione: 2014

ISBN: 978-88-88785-53-0 

PRESENTAZIONE

… occorre attuare una mediazione dell’aspetto scientifico nelle finalità umane. Il medico, come scienziato e umanista, deve esercitare la virtù della tolleranza, deve rispettare l’altro, il paziente, e mediare le informazioni scientifiche (diagnosi e terapia) non in senso generico e universale, ma in modo personale e specifico in relazione a ogni singola persona o situazione,deve salvaguardare il “bene nella speranza”, tutelando il bene del paziente …
David C. Thomasma

Dichiarazione di He lsinki: 1964 - 2014
Dopo 50 anni resta ancora un documento basilare nella storia dell’etica medica e della ricerca clinica: uno dei tentativi piú significativi e importanti della comunità medica per autoregolare la propria attività in alcune tra le sue piú delicate aree. È un orientamento fondamentale delle coscienze e delle pratiche mediche, nelle loro diverse declinazioni; oggi, è necessario che anche la legislazione ordinaria si lasci ispirare dai questi orientamenti e contribuisca a far diventare “costume” condiviso quanto in essa viene auspicato e indicato.

Limpidi e ragionevoli orientamenti
La preoccupazione del medico non è solo per la salute dei pazienti, ma anche per la tutela del benessere fisico e la promozione dei diritti delle persone in cura (n. 3).
Ai ricercatori, inoltre, vengono richiesti dei requisiti piú elevati rispetto alla semplice osservanza di norme e standard etici, di profili legali e deontologici (n. 10).

Bene personale e bene comune
Uno dei temi centrali della versione 2013 della Dichiarazione è la necessità di estendere la ricerca anche a gruppi di persone spesso sottorappresentate, come le donne, i bambini e le minoranze (n. 13), e di includere l’obbligo di assicurare «trattamento e compensazione adeguati ai soggetti che subiscano danni a causa della loro partecipazione alla ricerca» (n. 15), nella ricerca del bene personale e del bene comune.

Il bene della speranza e il bene del paziente
Oggi, spesso, si ha la sgradevole sensazione che alla fine il budget finisca per fare la differenza, anche in medicina. L’anniversario della Dichiarazione di Helsinki si dimostra una buona occasione per ricentrare l’attenzione di tutti su quel bene non commerciale che è la salute dell’uomo e di tutti gli uomini, per tornare a «salvaguardare - come amava dire David C. Thomasma - il “bene della speranza”, tutelando il bene del paziente»

Lorenzo Biagi

AUTORE 

Antonio Autiero
Ricerca scientifica e pratica clinica: efficaci se al centro resta la persona

Paul Valadier
Autonomia e libertà di coscienza nel rapporto tra ricerca e cura

Antonio Da Re
Il paradosso dell’umanizzazione e la giusta relazione medico-malato

Michele Visentin
Per i giovani medici: piú riflessività, piú identità e rispetto del limite

Sandro Spinsanti
Corpo e cura di sé: si scrive patografia, si legge autobiografia

Maurizio Benato
Ambito medico | Alleanza responsabile e consapevole

Ivone Cacciavillani
Ambito giuridico | Salute: un diritto sociale, garantito e tutelato

Giuseppe Bon
Ambito infermieristico | Prendersi cura del limite, a fianco del malato

Elena Cracco
Ambito clinico | Incontro tra umanità ferite

PAROLE CHIAVE

Dichiarazione di Helsinki, bioetica, ricerca scientifica, malato, salute, bene comune, diritti del malato, medico, infermiere, sperimentazione, benessere, potenziamento, …

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